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Allarme Unesco, metà delle lingue sta scomparendo
di Giuseppe Guzzo
Più della metà delle lingue che oggi si parlano nel mondo scomparirà entro il secolo. È questo l’allarme lanciato dall’Unesco in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre - svolta il 20 febbraio a Parigi - che ha finanziato una ricerca sulle circa seimila lingue che oggi si parlano sulla terra.
La scomparsa delle lingue è un fenomeno conosciuto da sempre, ma pare che negli ultimi trecento anni abbia  subito un’inarrestabile accelerazione. Quando una lingua scompare, secondo il rapporto del medesimo organismo internazionale, è una visione del mondo che sparisce.
Saranno la metà quelle che resteranno. I tempi della loro scomparsa seguono il ritmo sempre più stretto della globalizzazione economica che porta dietro di sé il grande esodo dagli ambienti rurali a quelli urbanizzati.
Con la scomparsa delle lingue scomparirà - è questo l’aspetto più grave e che chiama la scuola alle sue responsabilità -  il patrimonio delle conoscenze  espresso  attraverso il linguaggio e che attraverso gli idiomi è stato  immagazzinato nel tempo dalle comunità. Ne conseguirà che l’uomo vedrà il mondo in modo diverso, imparerà a comportarsi in un modo nuovo, cambierà tutta la via vita sociale.
La scomparsa di una lingua può provocare anche problemi di identità perché facilita lo sradicamento degli individui dalla loro storia e dalla loro comunità.
L’Unesco, per fortuna, ha anche avanzato talune proposte per frenare il fenomeno della scomparsa delle lingue e sanare il salvabile. A giorni presenterà il Museo della parola  lanciato in occasione dell’ultimo festival delle scienze tenuto a Genova.
 
 
28/02/2006
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